Le staminali al servizio della chirurgia estetica
In un simposio internazionale in atto all’ Università di Bologna, si discute sul futuro della chirurgia plastica a fronte delle nuove scoperte scientifiche.Nell’importante simposio italo-americano di chirurgia plastica iniziato giovedì a Bologna e che si chiuderà oggi, si è parlato del possibile utilizzo delle cellule staminali a scopi ricostruttivi ed estetici. Queste preziose risorse organiche, delle quali si cerca di sfruttare l’enorme potenziale in diversi campi della medicina, possono dare origine a nuovi tessuti. Le staminali possono ricostruire tessuti venosi e cartilaginei. Sarebbe possibile quindi intervenire sulla cute, sull’osso, sulla cartilagine. L’aspetto maggiormente positivo è che queste cellule agiscono da sole, prelevando semplicemente del grasso dal corpo.
Alcuni chirurghi già infiltrano le cellule staminali all’interno della mammella, per aumentare il volume del seno: l’accrescimento è minore di quello che si ottiene attraverso l’impianto di una protesi, ma è l’effetto è molto più naturale.
Ancora un passo avanti quindi, tuttavia, anche se la ricerca sulle staminali è a livelli avanzati, il cammino da percorrere è ancora lungo.
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